
La mano e il cuore.
Il corpo e l’anima. La mano che agisce e crea, il cuore che batte e vola. Tra fisicità e spiritualità si collocano antinomie antiche, simboli polarizzati di forze telluriche e vecchie come l’uomo. Che sono l’uomo. Lo compongono nella sua sostanza di strana entità contesa tra cielo e terra. Elevato da giochi dialettici di opposte dinamiche quando la fortuna assiste, oppure schiacciato dal clamore di una battaglia irrisolvibile tra alto e basso. La razionalità dell’impegno lucido e della tecnica versus i sentimenti e gli slanci dell’anima creatrice, magmatica. Il lavoro e la passione: ecco il dilemma quando si fa quotidianità. Ed è proprio nella battaglia quotidiana ma sempre campale che talvolta l’antinomia resistentissima si può superare. O forse no, solo sperare di far fruttare. Quando il cuore non devia la mano, ma suggerisce una direzione, una traccia; quando la mano rimane forte e razionale ma ammette un luccichio di indefinito e di magico. Su questo equilibrio tenue poggiano le vere cose dell’arte. Le scoperte inaspettate. Le invenzioni che fanno rivoluzione. Tendere a questo equilibrio è missione. Raggiungerlo, pur un istante aurorale, è compimento di una vita.